Fattura: lordo, netto, IVA e ritenuta Italia
Calcolo fattura lordo netto 2026 con IVA al 22% e ritenuta d'acconto del 20%: ottieni totale fattura, ritenuta e netto incassato. Gratis e immediato.

A cosa serve
Questa calcolatrice stima gli importi di una fattura da professionista con partita IVA: partendo dal compenso, mostra l'IVA da aggiungere, la ritenuta d'acconto da trattenere, il totale della fattura e il netto che incassi davvero.
Fonti dei dati e parametri
I valori seguenti alimentano questo calcolatore. Li manteniamo allineati agli ultimi dati ufficiali e ogni risultato viene ricalcolato automaticamente a ogni variazione.
| Parametro | Valore | Fonte | Ultimo aggiornamento |
|---|---|---|---|
| Aliquota IVA ordinaria | 0,22 | agenziaentrate.gov.it | In vigore dal 2026-01-01Aliquota verificata sulla pagina dell'Agenzia delle Entrate dedicata alle norme generali e alle aliquote IVA; invariata per il 2026. |
| Aliquota ritenuta d'acconto | 0,2 | agenziaentrate.gov.it | In vigore dal 2026-01-01Aliquota di legge verificata sulla fonte ufficiale collegata; invariata per il 2026. |
Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.
La formula
IVA = compenso x aliquota IVA · Ritenuta = compenso x aliquota ritenuta · Totale fattura = compenso + IVA · Netto incassato = compenso - ritenuta
Come funziona
Lo strumento applica al compenso l'aliquota IVA ordinaria (se prevista) per ottenere il totale fattura, calcola la ritenuta d'acconto sul compenso (se prevista) e sottrae la ritenuta per determinare il netto effettivamente incassato.
Dove si usa
- Preparare una fattura sapendo in anticipo IVA, ritenuta e totale
- Capire quanto ti verrà effettivamente accreditato dal cliente
- Confrontare l'incasso con e senza ritenuta d'acconto
Esempio pratico
Su un compenso di 1000,00 € con IVA e ritenuta, la fattura totale è …, di cui … di IVA e … di ritenuta, per un netto incassato di ….
Calcolo fattura lordo netto: questo strumento fornisce una stima rapida e precisa. Inserisci i tuoi dati qui sopra per vedere subito il risultato.
A cosa serve questa calcolatrice
Chi lavora con partita IVA si trova spesso a fare i conti con la stessa domanda: partendo dal compenso concordato, quanto scrivo in fattura e quanto incasso davvero? Tra IVA da aggiungere e ritenuta d'acconto da sottrarre, i numeri si confondono facilmente. Questa calcolatrice mette in chiaro ogni passaggio e restituisce quattro importi fondamentali: il totale della fattura, l'IVA, la ritenuta d'acconto e il netto effettivamente incassato.
L'idea è trasformare una regola contabile in numeri immediati. Invece di rischiare errori nella compilazione o di scoprire a fine mese un accredito diverso da quello atteso, hai subito il quadro completo di come si compone la fattura e di quanto arriverà sul conto.
I quattro numeri di una fattura
Una fattura da professionista si articola su più importi che vale la pena distinguere con precisione.
Il compenso è l'imponibile, cioè il valore della prestazione prima di qualsiasi imposta. È il punto di partenza di ogni calcolo. Su di esso si applicano sia l'IVA sia la ritenuta.
L'IVA è l'imposta sul valore aggiunto che aggiungi al compenso. Nel regime ordinario l'aliquota più comune è quella del 22 per cento. L'IVA non è un tuo guadagno: la incassi dal cliente e la versi allo Stato. Per questo, pur facendo parte del totale fattura, non entra nel netto che ti rimane.
La ritenuta d'acconto è un anticipo di imposta sul reddito. Se il cliente è un sostituto d'imposta, trattiene una quota del compenso, tipicamente il 20 per cento, e la versa allo Stato per tuo conto. La ritenuta si applica sull'imponibile, non sull'IVA.
Il netto incassato, infine, è ciò che ti resta come accredito: il compenso meno la ritenuta. È il numero che conta davvero per la tua liquidità.
Come funziona il calcolo
Il meccanismo è lineare. Sul compenso la calcolatrice applica l'aliquota IVA, se l'hai attivata, ottenendo l'importo dell'IVA. La somma tra compenso e IVA forma il totale della fattura. In parallelo, sempre sul compenso, applica l'aliquota della ritenuta d'acconto, se prevista, ottenendo la ritenuta. Il netto incassato si ricava sottraendo la ritenuta dal compenso.
Le due aliquote non sono scritte nel calcolo in modo fisso: derivano da parametri aggiornabili, così che l'aliquota IVA ordinaria e quella della ritenuta restino allineate alla normativa vigente senza dover modificare la logica dello strumento. Puoi inoltre decidere se attivare o meno l'IVA e la ritenuta, per riprodurre esattamente il tuo caso.
Perché il totale non è quello che guadagni
Uno degli errori più frequenti è confondere il totale della fattura con il guadagno. Il totale include l'IVA, che però è denaro destinato allo Stato e che dovrai riversare. Allo stesso tempo, la ritenuta d'acconto riduce l'accredito immediato, perché viene trattenuta dal cliente. Il risultato è che il totale scritto in fattura è sempre diverso da quello che vedrai arrivare sul conto.
Capire questa differenza serve per gestire la liquidità. Molti professionisti, soprattutto all'inizio, sovrastimano gli incassi proprio perché guardano al totale fattura invece che al netto. La calcolatrice aiuta a ragionare con il numero giusto.
La ritenuta non è un costo perso
Vale la pena chiarire che la ritenuta d'acconto non è una tassa in più. È un anticipo delle imposte che comunque dovresti pagare sul tuo reddito. In dichiarazione dei redditi, tutte le ritenute subite durante l'anno vengono scomputate dall'imposta dovuta. Se il totale delle ritenute supera l'imposta finale, la differenza diventa un credito che può essere rimborsato o compensato.
In questo senso la ritenuta è più un tema di liquidità che di costo effettivo: riduce l'incasso immediato, ma si recupera in fase di dichiarazione. Tenerne conto aiuta a pianificare meglio i flussi di cassa durante l'anno.
Il caso del regime forfettario
Il regime forfettario segue regole diverse. Chi vi aderisce non applica l'IVA in fattura e non subisce la ritenuta d'acconto. In questo caso il totale della fattura coincide con il compenso e il netto incassato è pari all'intero importo, salvo poi il pagamento dell'imposta sostitutiva e dei contributi in un secondo momento.
Con questa calcolatrice puoi simulare entrambi gli scenari: impostando IVA e ritenuta a no ottieni la fattura tipica del forfettario, mentre lasciandole attive ottieni quella del regime ordinario. Confrontare i due risultati aiuta a comprendere l'impatto pratico del regime scelto sulla singola fattura.
Come sfruttare al meglio i risultati
Inserisci il compenso reale della prestazione e scegli se attivare l'IVA e la ritenuta in base al tuo regime e al tipo di cliente. Guarda innanzitutto il netto incassato, perché è la cifra che determina la tua disponibilità immediata. Poi osserva l'IVA, ricordando che va accantonata per il versamento.
Usa lo strumento anche in fase di preventivo: se sai quanto vuoi incassare netto, puoi ragionare a ritroso e capire quale compenso indicare. Così eviti sorprese e presenti al cliente una fattura corretta fin dal primo invio.
Gestire l'IVA da riversare
Un aspetto che molti professionisti sottovalutano è la gestione dell'IVA incassata. Poiché l'IVA fa parte del totale della fattura ma non è un guadagno, è prudente accantonarla appena si riceve il pagamento. Trattarla come denaro disponibile è uno degli errori più comuni: al momento della liquidazione periodica, l'IVA va versata allo Stato, e chi l'ha già spesa si trova in difficoltà.
Una buona pratica è destinare l'IVA incassata a un conto o a un fondo separato, in modo da averla sempre pronta per il versamento. La stessa logica vale, in senso opposto, per l'IVA sugli acquisti, che può essere portata in detrazione e ridurre l'importo da versare. Avere chiaro quanto pesa l'IVA su ogni fattura, come mostra questa calcolatrice, è il primo passo per gestirla senza sorprese.
Fattura elettronica e obblighi formali
Oggi la fattura si emette in formato elettronico attraverso il Sistema di Interscambio. Oltre agli importi, il documento deve riportare una serie di dati obbligatori: i riferimenti del cliente, la descrizione della prestazione, l'aliquota IVA applicata e, se prevista, l'indicazione della ritenuta d'acconto. Un errore negli importi o nell'applicazione dell'IVA o della ritenuta può comportare la necessita di emettere una nota di variazione.
Per questo è utile calcolare in anticipo i valori corretti prima di compilare la fattura. Sapere già quanto sara l'IVA, la ritenuta, il totale e il netto riduce il rischio di errori e rende più rapida la compilazione. La calcolatrice diventa così uno strumento di controllo che affianca il software di fatturazione, aiutandoti a verificare che i numeri inseriti siano coerenti prima dell'invio definitivo.
Questa è una stima informativa utile a pianificare e confrontare, e non costituisce consulenza fiscale.
Informazioni su questo strumento: calcolo fattura lordo netto
Calcolo fattura lordo netto: usa questo strumento per ottenere una stima precisa immediata. I valori seguono le regole ufficiali e sono aggiornati per il 2026. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.
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