Stima ISEE Italia
Calcolo ISEE 2026: stima l'indicatore dal reddito, dal patrimonio mobiliare e immobiliare e dai componenti del nucleo. Gratuito e senza registrazione.

A cosa serve
Questo strumento stima il tuo ISEE partendo dal reddito complessivo del nucleo, dal patrimonio mobiliare e immobiliare e dal numero di componenti, applicando la quota patrimoniale e la scala di equivalenza.
Fonti dei dati e parametri
I valori seguenti alimentano questo calcolatore. Li manteniamo allineati agli ultimi dati ufficiali e ogni risultato viene ricalcolato automaticamente a ogni variazione.
| Parametro | Valore | Fonte | Ultimo aggiornamento |
|---|---|---|---|
| Scala di equivalenza ISEE | Tabella aliquote | inps.it | In vigore dal 2026-01-01Parametri di legge invariati; verificati sull'Allegato 1 del DPCM 159/2013. |
| Quota di patrimonio rilevante ai fini ISE | 0,2 | gazzettaufficiale.it | In vigore dal 2026-01-01 |
| Franchigia patrimonio immobiliare prima casa | 52.500 | gazzettaufficiale.it | In vigore dal 2026-01-01Era 52.000; il DPCM 159/2013 art. 5 c. 4 fissa 52.500 € (+2.500 per ogni figlio convivente oltre il secondo). Per AUU/ADI/SFL/nido la L. 199/2025 prevede 91.500 € (120.000 nei capoluoghi metropolitani) +2.500 per figlio oltre il primo; audit 2026-09-23 |
| Quota del valore della casa di abitazione eccedente la franchigia che concorre al patrimonio immobiliare ISEE (due terzi, DPCM 159/2013 art. 5 c. 4) | 0,6667 | gazzettaufficiale.it | In vigore dal 2026-01-01 |
| Incremento della franchigia sulla casa di abitazione per ogni figlio convivente successivo al secondo (DPCM 159/2013 art. 5 c. 2) | 2500 | normattiva.it | In vigore dal 2026-01-01 |
| Franchigia sul patrimonio mobiliare ISEE (DPCM 159/2013 art. 5 c. 6) | 6000 | normattiva.it | In vigore dal 2026-01-01 |
| Incremento della franchigia mobiliare per ogni componente successivo al primo (DPCM 159/2013 art. 5 c. 6) | 2000 | normattiva.it | In vigore dal 2026-01-01 |
| Massimo della franchigia mobiliare prima dell incremento per i figli (DPCM 159/2013 art. 5 c. 6) | 10.000 | normattiva.it | In vigore dal 2026-01-01 |
| Incremento della franchigia mobiliare per ogni figlio successivo al secondo (DPCM 159/2013 art. 5 c. 6) | 1000 | normattiva.it | In vigore dal 2026-01-01 |
Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.
La formula
ISE = reddito + 20% × [(mobiliare meno franchigia) + 2/3 × (casa meno mutuo meno franchigia) + altri immobili] · ISEE = ISE / scala di equivalenza
Come funziona
La tool calcola prima la quota di patrimonio rilevante (20% del mobiliare oltre la franchigia di 6.000 euro più 2.000 per ogni componente dopo il primo, fino a 10.000; più il 20% dei due terzi del valore della casa di abitazione che supera la franchigia di 52.500 euro; più il 20% degli altri immobili), la somma al reddito per ottenere l'ISE e infine divide per il parametro della scala di equivalenza legato ai componenti.
Dove si usa
- Verificare l'accesso a bonus e agevolazioni legati all'ISEE
- Stimare la fascia ISEE prima di presentare la DSU
- Confrontare l'effetto di redditi e patrimoni sull'indicatore
Esempio pratico
Con un reddito di 30.000,00 € e un patrimonio immobiliare di 100.000,00 €, l'ISE risulta … e l'ISEE stimato scende a … grazie alla scala di equivalenza pari a ….
Calcolo ISEE: questo strumento fornisce una stima rapida e precisa. Inserisci i tuoi dati qui sopra per vedere subito il risultato.
Calcolo ISEE con questo strumento
Calcolare l'ISEE è il primo passo per capire a quali agevolazioni può accedere il tuo nucleo familiare. L'ISEE, cioè l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è il valore che enti pubblici e Comuni usano per decidere chi ha diritto a bonus, riduzioni di rette, agevolazioni sulle tasse universitarie, assegno unico e molte altre prestazioni. Questo strumento traduce la formula prevista dalla normativa in un numero concreto: inserisci il reddito complessivo, il patrimonio mobiliare e immobiliare e il numero di componenti, e ottieni subito una stima dell'indicatore.
L'obiettivo è trasformare una regola complessa in un dato utilizzabile. Invece di aspettare il rilascio della DSU per sapere in quale fascia ti collochi, puoi avere un'idea immediata della tua situazione e verificare se rientri nelle soglie delle agevolazioni a cui sei interessato.
Che cosa misura l'ISEE
L'ISEE non guarda soltanto a quanto guadagna una famiglia, ma anche a ciò che possiede. L'idea di fondo è che due nuclei con lo stesso reddito, ma con patrimoni molto diversi, non abbiano la stessa capacità economica. Per questo l'indicatore mette insieme la componente reddituale e quella patrimoniale, arrivando a un valore unico che consente confronti equi tra situazioni differenti.
Il risultato viene poi rapportato alla dimensione del nucleo. Una coppia con figli ha bisogni maggiori di una persona sola a parità di risorse: la scala di equivalenza serve proprio a tenerne conto, abbassando l'indicatore per le famiglie più numerose. In questo modo l'ISEE misura la capacità economica reale e non solo la somma dei numeri.
La componente reddituale
Il punto di partenza è il reddito complessivo del nucleo, ottenuto sommando i redditi di tutti i componenti. Rientrano i redditi da lavoro dipendente, autonomo, da pensione, da fabbricati e le altre entrate imponibili. Nella versione ufficiale si considerano anche alcuni trattamenti esenti e si applicano deduzioni specifiche, ad esempio per i canoni di locazione, che questa stima semplifica per restare immediata.
Il reddito è la parte che pesa di più sull'indicatore, perché rappresenta la disponibilità economica corrente della famiglia. Un aumento del reddito complessivo si riflette in modo diretto e proporzionale sull'ISE e quindi sull'ISEE finale.
La componente patrimoniale
Accanto al reddito, l'ISEE considera il patrimonio, ma con un peso ridotto. Il patrimonio mobiliare comprende conti correnti, depositi, titoli, fondi e altri strumenti finanziari. Il patrimonio immobiliare comprende invece il valore ai fini IMU degli immobili posseduti. Di entrambe le componenti viene considerata solo una quota del 20 per cento, dopo aver applicato le franchigie previste dalla normativa.
Per la prima casa esiste una franchigia che riduce il valore rilevante: solo la parte che supera questa soglia viene conteggiata, e soltanto per due terzi (DPCM 159/2013, art. 5). Questo meccanismo evita che il possesso dell'abitazione principale, che non genera liquidità, penalizzi in modo eccessivo il nucleo. Lo strumento applica automaticamente la franchigia gestita tramite parametro, così la stima resta coerente con le regole ufficiali.
Dall'ISE all'ISEE
Una volta sommati reddito e quota di patrimonio si ottiene l'ISE, la situazione economica del nucleo prima di considerarne la composizione. L'ISE viene poi diviso per il parametro della scala di equivalenza, che cresce con il numero di componenti. Il risultato di questa divisione è l'ISEE.
La scala di equivalenza attribuisce un parametro pari a 1,00 per una persona, 1,57 per due, 2,04 per tre, 2,46 per quattro e 2,85 per cinque componenti, con ulteriori incrementi per nuclei più numerosi o in presenza di situazioni particolari. Più alto è il parametro, più basso risulta l'ISEE a parità di ISE. Questo spiega perché una famiglia numerosa, pur avendo un reddito più alto, può avere un ISEE più basso di una persona sola.
Per chi è utile questo strumento
- Famiglie che vogliono sapere in anticipo se rientrano nelle soglie per l'assegno unico, il bonus asilo nido o l'assegno di inclusione
- Studenti e genitori che devono stimare la fascia per le tasse universitarie e le borse di studio
- Chi cambia lavoro o situazione familiare e vuole capire come varia l'indicatore
- Chiunque debba orientarsi prima di prenotare l'appuntamento con il CAF o il patronato
A cosa fare attenzione
Il valore ottenuto è una stima e non sostituisce l'ISEE ufficiale. Nel calcolo reale entrano molti dettagli che questa tool semplifica: le franchigie sul patrimonio mobiliare, le deduzioni per affitto, le maggiorazioni per disabilità, il trattamento dei nuclei con genitori non conviventi e i controlli incrociati con le banche dati di INPS e Agenzia delle Entrate. La stima serve a orientarti, non a certificare la tua posizione.
Fai attenzione soprattutto al valore del patrimonio immobiliare: va inserito il valore ai fini IMU e non il prezzo di mercato, altrimenti l'indicatore risulta molto più alto del reale. Allo stesso modo, ricordati di sommare i redditi di tutti i componenti del nucleo e non solo il tuo.
Come sfruttare al meglio la stima
Parti dai dati reali del tuo nucleo e osserva in quale fascia ti collochi. Prova poi a modificare un valore alla volta, ad esempio il patrimonio mobiliare o il numero di componenti, per vedere come cambia l'ISEE. Questo ti aiuta a capire quali elementi pesano di più sulla tua situazione e a interpretare correttamente il risultato.
Usa la stima come punto di partenza per decidere quali agevolazioni verificare e per prepararti alla presentazione della DSU. Quando il valore stimato è vicino a una soglia importante, conviene farsi assistere da un CAF o da un patronato per ottenere l'ISEE ufficiale e non rischiare di perdere un beneficio per pochi euro di differenza.
Errori comuni da evitare
Uno degli errori più frequenti è confondere il valore di mercato di un immobile con il suo valore ai fini IMU. Il primo è molto più alto e, se inserito al posto del secondo, gonfia l'ISE e restituisce un ISEE lontano dal reale. Ricorda che nel calcolo entra la rendita catastale rivalutata e moltiplicata per il coefficiente della categoria, non il prezzo che l'immobile avrebbe sul mercato.
Un secondo errore riguarda la composizione del nucleo. Il nucleo ai fini ISEE segue regole precise, che non coincidono sempre con chi vive fisicamente nella stessa casa. Coniugi con diversa residenza, figli maggiorenni non conviventi, genitori non coniugati: sono situazioni che richiedono attenzione, perché una composizione errata cambia il parametro della scala di equivalenza e quindi il risultato finale.
ISEE ordinario e ISEE corrente
Oltre all'ISEE ordinario, basato sui redditi e sui patrimoni di due anni prima, esiste l'ISEE corrente, che aggiorna il calcolo quando la situazione economica peggiora in modo significativo, ad esempio per la perdita del lavoro o una riduzione marcata del reddito. Chi ha subito un calo rilevante può presentare un ISEE corrente per riflettere la condizione attuale e accedere alle agevolazioni con un valore più basso.
Questo strumento stima l'indicatore a partire dai dati che inserisci e non distingue tra le due versioni. Se la tua situazione è cambiata di recente, tienine conto: l'ISEE corrente potrebbe restituirti un valore diverso e più favorevole rispetto a quello ordinario, e vale la pena approfondire con un CAF.
Questa è un'informazione generale per orientarsi e confrontare le opzioni e non costituisce una consulenza fiscale.
Informazioni su questo strumento: calcolo ISEE
Calcolo ISEE: usa questo strumento per ottenere una stima precisa immediata. I valori seguono le regole ufficiali e sono aggiornati per il 2026. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.
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