Calcolatore del rapporto prezzo/utili Italia
Il calcolatore rapporto prezzo utili divide il prezzo per l'utile per azione e mostra il multiplo P/E e il rendimento degli utili.

A cosa serve
Il calcolatore del rapporto prezzo/utili divide il prezzo dell'azione per l'utile per azione, mostrando quanto gli investitori pagano per ogni unità di profitto. Restituisce anche il rendimento degli utili, la stessa relazione in percentuale.
Fonti dei dati e parametri
Questo calcolatore usa formule finanziarie standard e funziona interamente nel tuo browser. Non richiede dati esterni: il risultato è calcolato solo dai valori che inserisci sopra.
Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.
La formula
P/E = Prezzo ÷ EPS; Rendimento degli utili = EPS ÷ Prezzo × 100
Come funziona
Inserisci il prezzo attuale dell'azione e l'utile per azione (EPS). Lo strumento divide il prezzo per l'EPS per ottenere il multiplo prezzo/utili e lo inverte per mostrare il rendimento degli utili.
Dove si usa
- Confrontare quanto sono care due azioni rispetto ai loro utili
- Valutare se un'azione appare conveniente o cara rispetto al settore
- Convertire un P/E in rendimento degli utili per confrontarlo con i tassi obbligazionari
Esempio pratico
Un'azione quota a 100,00 € con un utile per azione di 5,00 €. Il rapporto P/E è … e il rendimento degli utili è ….
Cosa fa il calcolatore
Quanto è cara un’azione rispetto all’utile che genera? Il calcolatore divide il prezzo attuale per l’utile per azione e ottiene il rapporto prezzo/utili (P/E), l’indicatore di valutazione più citato in Borsa. Mostra anche il rendimento degli utili, la stessa relazione espressa in percentuale.
Con due numeri vedi quante annualità di utile attuale stai pagando e quale rendimento rappresenta quell’utile rispetto al prezzo, e puoi confrontare un’azienda con un’altra.
Come funziona
Se un’azienda guadagna 5 per azione e l’azione vale 100, gli investitori pagano venti volte l’utile annuo: il P/E è 20.
Un multiplo alto significa che il mercato paga di più per ogni unità di utile, di solito perché si aspetta crescita o considera l’attività sicura e prevedibile. Un multiplo basso può indicare un affare, una crescita lenta o un rischio percepito. Il rapporto da solo non dice quale.
Essendo un rapporto, il P/E non dipende dal numero di azioni né dal prezzo assoluto: un’azione da 10 e una da 1.000 possono avere lo stesso P/E. Per questo si confronta tra aziende di dimensioni molto diverse.
Il rendimento degli utili
È il P/E capovolto: utile diviso prezzo, in percentuale. Un P/E di 20 diventa un rendimento del 5 %, un P/E di 10 del 10 %.
In questa forma le azioni si confrontano con obbligazioni e liquidità, che si ragionano in rendimenti percentuali. Quando il rendimento degli utili è molto più alto dei tassi obbligazionari, le azioni possono sembrare interessanti rispetto al reddito fisso.
La formula
- P/E = prezzo dell’azione ÷ utile per azione
- Rendimento degli utili = utile per azione ÷ prezzo × 100
Se l’utile per azione è nullo, il P/E è indicato come zero per evitare una divisione per zero.
Esempio
Un’azione vale 100 con utile per azione di 5: P/E 20, rendimento degli utili 5 %.
Una seconda azienda vale 150 con utile per azione di 6: P/E 25, rendimento 4 %. È più cara rispetto all’utile, e conviene capire se una crescita più rapida o una qualità maggiore giustificano il multiplo più alto.
Quando serve
Il P/E funziona soprattutto nei confronti: con la storia dell’azienda, con i concorrenti diretti, con la media del settore. Un commerciante con un multiplo molto più basso dei concorrenti può essere conveniente o in difficoltà, e il rapporto fa nascere le domande giuste.
Quando i multipli di un settore salgono, il mercato diventa più ottimista sugli utili futuri; quando scendono, le attese si raffreddano. Confrontare l’andamento del P/E con quello degli utili mostra se un prezzo in salita riflette utili in crescita o solo la disponibilità a pagare di più per lo stesso utile.
Limiti
L’utile può essere distorto da voci straordinarie, scelte contabili o anni particolarmente buoni o cattivi. Con utili temporaneamente bassi il multiplo sembra alto; in un anno record l’azione può sembrare conveniente senza esserlo.
Il P/E non dice nulla del debito: due aziende con lo stesso P/E possono avere livelli di indebitamento e rischi molto diversi. Per le società non ancora in utile non funziona. Affiancalo a misure come il rapporto PEG e l’utile per azione.
P/E e crescita
Un P/E alto non è per forza caro e uno basso non è per forza conveniente: conta la crescita degli utili che il mercato sconta. Un multiplo alto con utili in rapida crescita può essere giustificato; un multiplo basso con una crescita minima può essere meritato. Il rapporto PEG divide il P/E per la crescita attesa.
Conta anche il ciclo economico. In espansione gli utili salgono e il P/E può sembrare basso anche con prezzi già alti; in recessione gli utili crollano e il P/E sale senza che l’azione sia diventata più cara. Un P/E corretto per il ciclo, con l’utile medio di più anni, attenua queste oscillazioni.
Informazioni su questo calcolatore rapporto prezzo utili
Usa questo calcolatore rapporto prezzo utili per ottenere subito una stima basata sui dati che inserisci. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.
