Calcolatore del punto di pareggio Italia
Il calcolatore del punto di pareggio mostra quante unità vendere per coprire i costi: inserisci costi fissi, prezzo e costo variabile.

A cosa serve
Il calcolatore del punto di pareggio determina quante unità devi vendere prima che un prodotto o un'attività smetta di perdere denaro e inizi a generare profitto. Confronta i costi fissi con il margine che ogni vendita apporta.
Fonti dei dati e parametri
Questo calcolatore usa formule finanziarie standard e funziona interamente nel tuo browser. Non richiede dati esterni: il risultato è calcolato solo dai valori che inserisci sopra.
Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.
La formula
Unità di pareggio = Costi fissi ÷ (Prezzo unitario − Costo variabile unitario); Ricavo di pareggio = Unità di pareggio × Prezzo unitario
Come funziona
Ogni unità venduta apporta il suo prezzo di vendita meno il costo variabile per coprire i costi fissi. Dividendo i costi fissi totali per questo margine di contribuzione unitario si ottiene la quantità di pareggio; moltiplicata per il prezzo dà il ricavo di pareggio.
Dove si usa
- Decidere se un nuovo prodotto o prezzo può essere redditizio
- Fissare un obiettivo di vendita realistico per un lancio o una stagione
- Verificare come un aumento di prezzo o un taglio di costo sposta il pareggio
Esempio pratico
Un negozio ha 20.000,00 € di costi fissi, vende ogni unità a 25,00 € e paga 15,00 € di costo variabile per unità. Ogni vendita apporta …, quindi deve vendere … unità — … di ricavo — per raggiungere il pareggio.
Cosa rivela l’analisi del punto di pareggio
Quanto devo vendere prima di smettere di perdere denaro? Alcuni costi ci sono sia che tu venda una unità sia che ne venda mille, altri crescono con ogni vendita. Il punto di pareggio è il volume in cui i ricavi coprono entrambi.
Inserisci costi fissi, prezzo unitario e costo variabile unitario. Il calcolatore restituisce le unità da vendere, il ricavo corrispondente e il margine di contribuzione di ogni vendita. Vale per una bancarella, un abbonamento software, una linea di produzione o una prestazione professionale, in qualsiasi valuta.
La formula
A ogni vendita il prezzo entra come ricavo, ma una parte esce subito per il costo variabile. Ciò che resta è il margine di contribuzione, che serve a coprire i costi fissi.
Unità di pareggio = Costi fissi ÷ (Prezzo unitario − Costo variabile unitario)
Ricavo di pareggio = Unità di pareggio × Prezzo unitario
Esempio: costi fissi di 20.000 l’anno, prezzo 25, costo variabile 15. Il margine è 10 per unità. 20.000 diviso 10 fa 2.000 unità, cioè 50.000 di ricavo. Ogni unità oltre la duemillesima porta 10 di profitto.
Costi fissi e costi variabili
Il risultato dipende da una classificazione corretta. I costi fissi non cambiano con il volume nel breve periodo: affitto o leasing, stipendi fissi, assicurazione, abbonamenti software, contabilità, rate di finanziamento.
I costi variabili esistono solo perché c’è stata una vendita: materie prime, costo d’acquisto della merce rivenduta, commissioni di pagamento, imballaggio, spedizione, provvigioni. Senza vendite scenderebbero a zero.
Alcuni costi stanno a metà, come un furgone con leasing fisso e carburante variabile. Dividili nelle due parti. Trattare un costo semivariabile come del tutto fisso gonfia il punto di pareggio.
Come usare il calcolatore
Somma i costi fissi del periodo che ti interessa, di solito un mese o un anno. Inserisci il prezzo di vendita unitario, prima di eventuali sconti, e il costo variabile di una unità.
Confronta le unità di pareggio con quanto pensi di vendere nello stesso periodo. Se il pareggio è ben sotto le vendite attese, hai margine di sicurezza. Se è sopra ciò che puoi vendere realisticamente, al prezzo attuale il prodotto perde denaro.
Dall’analisi alle decisioni
Un prezzo più alto allarga il margine e abbassa il pareggio, se i clienti comprano ancora. Un costo variabile più basso, ottenuto da un fornitore o con altri materiali, ha lo stesso effetto senza toccare il prezzo. Costi fissi più bassi abbassano il pareggio direttamente.
Prova le leve una alla volta. Spesso un piccolo aumento di prezzo conta più di un risparmio sui costi difficile da ottenere, perché agisce su ogni vendita.
I limiti
L’analisi presuppone prezzo e costo variabile costanti, ma i grandi clienti chiedono sconti e i fornitori cambiano i prezzi. Presuppone costi fissi stabili, ma la crescita prima o poi richiede più spazio o più personale.
Tratta ogni unità come uguale: con più prodotti a margini diversi serve un’analisi ponderata. E non dice nulla sulla liquidità: puoi raggiungere il pareggio nell’anno e restare a corto di cassa in un mese debole. Affianca al risultato una previsione di cassa.
Un esempio
Un carretto del caffè ha costi fissi di 2.400 al mese tra postazione, assicurazione e finanziamento della macchina. Un caffè costa 4 e richiede 1,20 tra chicchi, latte e bicchiere: margine 2,80. 2.400 diviso 2,80 fa circa 858 caffè al mese, quasi 29 al giorno. Con 40 caffè al giorno il carretto guadagna; con 20 il titolare deve alzare i prezzi, tagliare i costi o trovare più clienti.
Informazioni su questo calcolatore del punto di pareggio
Usa questo calcolatore del punto di pareggio per ottenere subito una stima basata sui dati che inserisci. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.
