Coefficiente di redditivita forfettario Italia
Calcola il reddito imponibile del regime forfettario 2026 con il coefficiente di redditivita ATECO. Scopri quanta parte dei ricavi e imponibile. Gratis.

A cosa serve
Questo strumento calcola il reddito imponibile del regime forfettario applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del tuo gruppo ATECO, mostrando quanta parte dei ricavi diventa imponibile e quanta è abbattuta forfettariamente.
Fonti dei dati e parametri
I valori seguenti alimentano questo calcolatore. Li manteniamo allineati agli ultimi dati ufficiali e ogni risultato viene ricalcolato automaticamente a ogni variazione.
| Parametro | Valore | Fonte | Ultimo aggiornamento |
|---|---|---|---|
| Coefficienti di redditività per gruppo ATECO | Tabella aliquote | gazzettaufficiale.it | In vigore dal 2026-01-01Coefficienti verificati sul testo della L. 190/2014 in Gazzetta Ufficiale; invariati dal 2015. |
Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.
La formula
Reddito imponibile = ricavi x coefficiente di redditività · Abbattimento forfettario = ricavi - reddito imponibile
Come funziona
Seleziona il gruppo ATECO della tua attività: a ogni gruppo corrisponde un coefficiente stabilito per legge. Lo strumento moltiplica i ricavi per il coefficiente e ottiene il reddito imponibile; la differenza rappresenta l'abbattimento forfettario dei costi.
Dove si usa
- Sapere quale coefficiente si applica alla tua attività ATECO
- Calcolare rapidamente il reddito imponibile forfettario
- Capire quanta parte dei ricavi è considerata costo forfettario
Esempio pratico
Con ricavi di 40.000,00 € e coefficiente …, il reddito imponibile è … e il resto è abbattuto forfettariamente.
Coefficiente di redditivita: questo strumento fornisce una stima rapida e precisa. Inserisci i tuoi dati qui sopra per vedere subito il risultato.
A cosa serve il coefficiente di redditività
Il coefficiente di redditività è il cuore del regime forfettario. È la chiave che trasforma i tuoi ricavi in reddito imponibile senza passare dal calcolo analitico dei costi. Questo strumento ti permette di individuare rapidamente il coefficiente della tua attività e di vedere, in euro, quanta parte dei ricavi diventa imponibile e quanta viene invece abbattuta forfettariamente.
L'idea di fondo del forfettario è la semplificazione. Invece di registrare ogni spesa e dedurla dal reddito, il legislatore ha stabilito che per ciascun settore una quota fissa dei ricavi rappresenta il reddito e il resto è considerato costo. Questa quota è appunto il coefficiente di redditività, diverso per ogni gruppo di attività.
Come si legge il coefficiente
Il coefficiente si esprime in percentuale. Un coefficiente del 78% significa che il 78% dei ricavi è considerato reddito imponibile e il restante 22% è abbattimento forfettario. Più alto è il coefficiente, maggiore è la parte tassata; più basso è il coefficiente, più generoso è l'abbattimento riconosciuto per i costi.
I coefficienti attuali vanno dal 40% delle attività commerciali e della ristorazione fino all'86% delle costruzioni e delle attività immobiliari, passando per il 62% degli intermediari del commercio, il 67% delle altre attività economiche e il 78% delle attività professionali. Il valore non lo scegli tu: dipende dal codice ATECO che identifica la tua attività.
Perché i coefficienti sono diversi
Ogni settore ha una struttura di costi tipica. Un professionista che vende soprattutto il proprio tempo e le proprie competenze ha costi bassi rispetto ai compensi: per questo il suo coefficiente è alto, il 78%. Un commerciante che deve acquistare la merce da rivendere sostiene invece costi elevati, e il suo coefficiente scende al 40% per riconoscere forfettariamente quella maggiore incidenza.
I coefficienti sono quindi una fotografia media del rapporto tra ricavi e costi di ciascun settore. Non tengono conto della tua situazione individuale: se i tuoi costi reali sono molto diversi dalla media del settore, il forfettario potrebbe risultare più o meno conveniente dell'ordinario. Per valutarlo serve un confronto diretto tra i due regimi.
Un esempio pratico
Immaginiamo un professionista con 40.000 euro di ricavi e coefficiente del 78%. Il reddito imponibile è 40.000 per 0,78, cioè 31.200 euro. I restanti 8.800 euro sono l'abbattimento forfettario: rappresentano i costi che il regime riconosce senza bisogno di documentarli. Il grafico a ciambella mostra proprio questa divisione tra la parte imponibile e la parte abbattuta.
Cambiando gruppo ATECO il quadro si modifica in modo netto. Con lo stesso importo di ricavi ma un coefficiente del 40%, tipico del commercio, il reddito imponibile scende a 20.000 euro e l'abbattimento sale a 20.000 euro. La differenza sull'imponibile, e quindi sulle imposte, è enorme: ecco perché individuare il coefficiente corretto è così importante.
Dal coefficiente all'imposta
Il reddito imponibile calcolato con il coefficiente è solo il primo passo. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno, e solo sulla differenza si applica l'imposta sostitutiva, pari al 15% o al 5% per le nuove attività. Il coefficiente determina quindi la base di partenza dell'intero calcolo fiscale del forfettario.
Proprio per questo un coefficiente sbagliato si ripercuote su tutto il calcolo a valle: un imponibile errato porta a contributi e imposte errati. Verificare il gruppo ATECO corretto è il primo controllo da fare quando si stima il carico fiscale del regime forfettario.
A chi serve questo strumento
- Chi apre una partita IVA e deve capire quale coefficiente si applicherà
- Chi è già in forfettario e vuole ricalcolare l'imponibile con precisione
- Chi ha più attività e deve stimare l'imponibile gruppo per gruppo
- Chi confronta i regimi e ha bisogno dell'imponibile forfettario di partenza
Cosa tenere a mente
Il coefficiente corretto dipende dal codice ATECO esatto della tua attività. Se svolgi attività diverse con codici diversi, devi applicare a ciascun gruppo di ricavi il coefficiente corrispondente e sommare gli imponibili. Lo strumento lavora su un gruppo alla volta, quindi in caso di attività miste ripeti il calcolo per ogni gruppo.
Ricorda inoltre che il reddito imponibile ottenuto non è l'importo su cui paghi le tasse: prima vanno dedotti i contributi previdenziali. I coefficienti sono quelli in vigore, gestiti tramite parametri e aggiornabili nel tempo. In caso di dubbio sul gruppo corretto, verifica con il tuo commercialista prima di usare il risultato in dichiarazione.
Come sfruttarlo al meglio
Parti dal tuo codice ATECO e individua il gruppo corrispondente nella lista. Inserisci i ricavi previsti e osserva come cambia l'imponibile provando gruppi diversi: capirai quanto pesa il coefficiente sulla base tassabile. Se hai attività miste, calcola l'imponibile di ciascun gruppo e sommali per ottenere il totale.
Una volta chiaro l'imponibile, passa allo strumento dedicato alle tasse e al netto del forfettario per completare il calcolo con contributi e imposta sostitutiva. Il coefficiente è il primo tassello: da lì si costruisce l'intera stima del carico fiscale della tua attività.
Il coefficiente e la convenienza del forfettario
Il coefficiente non serve solo a calcolare l'imponibile: è anche un indicatore della convenienza del regime forfettario per la tua attività. Un coefficiente basso, come il 40% del commercio, significa che il regime riconosce un abbattimento generoso, presumendo costi elevati. Se i tuoi costi reali sono inferiori a quell'abbattimento, stai ottenendo una deduzione superiore a quella che avresti nell'ordinario, e il forfettario ti conviene chiaramente.
Al contrario, un coefficiente alto come il 78% delle attività professionali lascia poco spazio all'abbattimento. Per queste attività il forfettario resta comunque spesso vantaggioso grazie all'aliquota sostitutiva bassa, ma il margine rispetto all'ordinario si assottiglia. Leggere il coefficiente in questa chiave ti aiuta a capire quanto pagherai, e anche se il regime forfettario è davvero la scelta migliore per te.
Errori da evitare nella scelta del coefficiente
L'errore più frequente è usare un coefficiente sbagliato perché si è individuato male il gruppo ATECO. Codici simili possono appartenere a gruppi diversi con coefficienti molto distanti, e questo altera l'intero calcolo dell'imposta. Prima di applicare un coefficiente, verifica con precisione il codice ATECO della tua attività e il gruppo a cui appartiene.
Un secondo errore riguarda le attività miste. Chi svolge più attività con coefficienti diversi non può usare un unico coefficiente medio: deve applicare a ciascun gruppo di ricavi il proprio coefficiente e sommare gli imponibili. Trascurare questa regola porta a un imponibile errato e a un calcolo delle imposte non corretto. Lo strumento ti aiuta a fare il conto gruppo per gruppo, così da comporre correttamente il totale.
Questa è una informazione generale utile a pianificare e confrontare e non costituisce una consulenza fiscale.
Informazioni su questo strumento: coefficiente di redditivita
Coefficiente di redditivita: usa questo strumento per ottenere una stima precisa immediata. I valori seguono le regole ufficiali e sono aggiornati per il 2026. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.
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