Cauzione e imposta di registro locazione Italia

Calcola nel 2026 deposito cauzionale e imposta di registro locazione, annua e per tutto il contratto, partendo dal canone mensile. Gratuito e veloce.

Cauzione e imposta di registro locazione Italia
€
mesi
anni
Deposito cauzionale —
Imposta di registro annua —
Imposta di registro totale —

Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.

A cosa serve

Questo strumento calcola il deposito cauzionale e l'imposta di registro annua e totale di un contratto di locazione a regime ordinario (senza cedolare secca), a partire dal canone mensile, dai mesi di cauzione e dalla durata del contratto.

Fonti dei dati e parametri

I valori seguenti alimentano questo calcolatore. Li manteniamo allineati agli ultimi dati ufficiali e ogni risultato viene ricalcolato automaticamente a ogni variazione.

ParametroValoreFonteUltimo aggiornamento
Aliquota imposta di registro sui contratti di locazione0,02agenziaentrate.gov.itIn vigore dal 2026-01-01Aliquote verificate sulla scheda dell'Agenzia delle Entrate; invariate per il 2026.

Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.

La formula

Canone annuo = canone mensile x 12 · Deposito cauzionale = canone mensile x mesi cauzione · Imposta di registro annua = canone annuo x aliquota registro · Imposta totale = imposta annua x anni contratto

Come funziona

Lo strumento moltiplica il canone mensile per dodici per ottenere il canone annuo, calcola la cauzione come canone per i mesi di deposito, applica l'aliquota dell'imposta di registro al canone annuo e la moltiplica per gli anni di durata per il totale.

Dove si usa

  • Stimare la cauzione da versare alla firma del contratto
  • Calcolare l'imposta di registro annua sulla locazione
  • Prevedere il costo totale del registro per l'intera durata

Esempio pratico

Con un canone di 800,00 € al mese, 3 mesi di cauzione e un contratto di 4 anni, il deposito è …, l'imposta di registro annua è … e quella totale è ….

Imposta di registro locazione: questo strumento fornisce una stima rapida e precisa. Inserisci i tuoi dati qui sopra per vedere subito il risultato.

Cauzione e imposta di registro locazione: come funziona

Quando si firma un contratto di locazione a regime ordinario, cioè senza optare per la cedolare secca, entrano in gioco due importi che conviene conoscere in anticipo: il deposito cauzionale da versare alla firma e l'imposta di registro dovuta sul canone. Questo strumento calcola entrambi partendo dal canone mensile, dai mesi di cauzione previsti e dalla durata del contratto. In pochi secondi ottieni il deposito, l'imposta di registro annua e l'imposta totale sull'intera durata.

L'obiettivo è dare chiarezza su costi che spesso vengono scoperti solo al momento della firma o della registrazione. Sapere quanto si dovrà versare aiuta sia il locatore sia il conduttore a pianificare e a verificare che gli importi richiesti siano corretti secondo le regole vigenti.

Il deposito cauzionale

Il deposito cauzionale è una somma che il conduttore versa al locatore come garanzia. Serve a coprire eventuali danni all'immobile o mancati pagamenti durante il rapporto di locazione. Non è obbligatorio, ma quando previsto la legge stabilisce un tetto: non può superare le tre mensilità del canone. Lo strumento calcola il deposito moltiplicando il canone mensile per il numero di mensilità concordate.

Il deposito non è un costo definitivo ma una somma restituibile. Al termine del contratto il locatore deve riconsegnarlo, salvo trattenute giustificate da danni o morosità. Inoltre sulla cauzione maturano interessi legali che il locatore è tenuto a riconoscere al conduttore alla riconsegna. Per questo il deposito va tenuto distinto dai costi veri e propri come l'imposta di registro.

L'imposta di registro sul canone

L'imposta di registro è il tributo dovuto per la registrazione del contratto di locazione presso l'Agenzia delle Entrate. Per i contratti a uso abitativo a regime ordinario si calcola applicando l'aliquota del 2% al canone annuo. Il canone annuo si ottiene moltiplicando il canone mensile per dodici. Lo strumento calcola prima l'imposta annua e poi la moltiplica per gli anni di durata per ottenere il totale sull'intero contratto.

L'aliquota utilizzata è un parametro fiscale gestito centralmente e aggiornabile, così che il calcolo rifletta sempre il valore vigente. Va ricordato che esiste anche un importo minimo di imposta stabilito dalla normativa e che, per particolari tipologie di immobili o contratti, possono applicarsi regole diverse. Per la locazione abitativa ordinaria, tuttavia, il 2% sul canone annuo è il riferimento corretto.

Chi paga e come si ripartisce

L'imposta di registro sulla locazione è dovuta in solido dal locatore e dal conduttore. Nella prassi viene ripartita in parti uguali tra le due parti, salvo diverso accordo scritto nel contratto. Ciascuno versa quindi la meta dell'imposta calcolata. Lo strumento mostra l'imposta complessiva; per conoscere la quota a proprio carico nella ripartizione ordinaria basta dividerla per due.

Questa solidarietà significa che, di fronte al fisco, entrambe le parti rispondono dell'intero importo. In caso di mancato versamento, l'Agenzia delle Entrate può rivolgersi indifferentemente all'uno o all'altro. È quindi interesse comune assicurarsi che l'imposta venga versata correttamente e nei termini previsti, per evitare sanzioni e interessi.

I tempi di versamento

La registrazione del contratto va effettuata entro trenta giorni dalla stipula. Per i contratti pluriennali il versamento dell'imposta di registro può seguire due strade. La prima è il pagamento annuale: si versa l'imposta di ogni annualità entro trenta giorni dalla scadenza dell'anno precedente. La seconda è il pagamento in un'unica soluzione all'inizio, per l'intera durata del contratto.

Scegliere il pagamento anticipato per tutta la durata comporta una riduzione dell'imposta, pensata come incentivo. Lo strumento mostra sia l'imposta annua sia quella totale, così puoi valutare l'impatto delle due modalità. La decisione dipende dalla disponibilità di liquidità iniziale e dalla convenienza della riduzione rispetto al versamento anno per anno.

Il confronto con la cedolare secca

Il calcolo di questo strumento riguarda il regime ordinario. Vale la pena ricordare che esiste un'alternativa, la cedolare secca, che cambia radicalmente il quadro. Con la cedolare secca il locatore paga un'imposta sostitutiva sul canone al posto dell'IRPEF e delle relative addizionali, e in cambio non è dovuta l'imposta di registro né l'imposta di bollo sul contratto.

Questo significa che, optando per la cedolare, l'imposta di registro calcolata qui non si versa. La scelta tra regime ordinario e cedolare secca dipende dalla situazione fiscale del locatore, dal tipo di contratto e dalla convenienza complessiva. Confrontare i due regimi è utile prima di registrare il contratto, perché l'opzione incide sia sulle imposte del locatore sia sui costi di registrazione condivisi.

Come usare al meglio lo strumento

Inserisci il canone mensile concordato, il numero di mensilità di deposito previste dal contratto e la durata in anni. Ottieni subito il deposito cauzionale da versare alla firma, l'imposta di registro annua e quella totale sull'intera durata. Ricorda che il deposito è una garanzia restituibile, mentre l'imposta di registro è un costo effettivo ripartito tra le parti.

Usa i risultati per pianificare le somme da versare alla stipula e per verificare la correttezza degli importi richiesti. Se stai valutando anche la cedolare secca, tieni presente che quel regime azzera l'imposta di registro qui calcolata. Con i numeri chiari davanti, sia il locatore sia il conduttore possono affrontare la registrazione senza sorprese.

L'imposta di bollo e gli altri adempimenti

Oltre all'imposta di registro, la registrazione di un contratto di locazione a regime ordinario comporta anche l'imposta di bollo, dovuta sulle copie del contratto e da assolvere con le marche da bollo secondo gli importi previsti. Anche l'imposta di bollo, come quella di registro, non è dovuta quando si opta per la cedolare secca. Sono costi accessori spesso trascurati ma che vanno considerati nel quadro complessivo delle spese iniziali della locazione.

La registrazione va effettuata entro trenta giorni dalla stipula, tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate o presso un ufficio. Alla scadenza di ogni annualità, se non si è scelto il pagamento anticipato per l'intera durata, va versata l'imposta dovuta per l'anno successivo. È buona norma conservare le ricevute di versamento e la documentazione del contratto registrato, sia per il locatore sia per il conduttore, perché costituiscono la prova dell'adempimento in caso di controlli o contestazioni. Tenere sotto controllo scadenze e importi evita sanzioni e interessi che si aggiungerebbero al costo del registro già calcolato.

Perché registrare correttamente conviene

La registrazione del contratto non è solo un obbligo di legge, ma una tutela per entrambe le parti. Un contratto registrato ha data certa e piena efficacia, elemento importante in caso di controversie sul canone, sulla durata o sulla riconsegna dell'immobile. La mancata registrazione, oltre a esporre a sanzioni, indebolisce la posizione delle parti e può generare conseguenze fiscali rilevanti. Calcolare in anticipo cauzione e imposta di registro è quindi il primo passo di una gestione ordinata e sicura del rapporto di locazione.

Questa è un'informazione generale per pianificare e confrontare e non costituisce consulenza finanziaria.

Informazioni su questo strumento: imposta di registro locazione

Imposta di registro locazione: usa questo strumento per ottenere una stima precisa immediata. I valori seguono le regole ufficiali e sono aggiornati per il 2026. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.

Tax year 2026

Frequently asked questions

Come si calcola l'imposta di registro sulla locazione?
L'imposta di registro sui contratti di locazione a uso abitativo a regime ordinario si calcola applicando l'aliquota del 2% al canone annuo. Il canone annuo e il canone mensile moltiplicato per dodici. Per contratti pluriennali l'imposta può essere versata anno per anno oppure in un'unica soluzione per l'intera durata, con eventuali riduzioni. Lo strumento mostra l'imposta annua e quella totale sulla durata del contratto.
Chi paga l'imposta di registro, il locatore o l'inquilino?
L'imposta di registro sulla locazione e dovuta in solido dal locatore e dal conduttore, ma per prassi viene ripartita al 50% tra le due parti. Ciascuno versa quindi meta dell'imposta, salvo diverso accordo scritto nel contratto. Lo strumento calcola l'imposta complessiva; per conoscere la quota a proprio carico basta dividerla per due nella ripartizione ordinaria.
Quanto può essere il deposito cauzionale?
Il deposito cauzionale non e obbligatorio per legge, ma quando previsto non può superare le tre mensilita del canone. Serve a garantire il locatore contro eventuali danni o morosita e va restituito al termine del contratto, salvo trattenute giustificate. Sul deposito, quando previsto, maturano interessi legali che il locatore deve riconoscere al conduttore alla riconsegna.
L'imposta di registro si paga anche con la cedolare secca?
No, uno dei vantaggi della cedolare secca e proprio l'esenzione dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo sul contratto. Chi opta per la cedolare paga un'imposta sostitutiva sul canone al posto dell'IRPEF e non versa il registro. Lo strumento calcola l'imposta di registro del regime ordinario; se si sceglie la cedolare secca, questa imposta non e dovuta.
Ogni quanto si versa l'imposta di registro?
Per i contratti pluriennali l'imposta di registro può essere versata annualmente entro trenta giorni dalla scadenza di ogni annualita, oppure in un'unica soluzione all'inizio per tutta la durata del contratto. Il pagamento anticipato per l'intera durata da diritto a una riduzione dell'imposta. La prima registrazione va comunque effettuata entro trenta giorni dalla stipula del contratto.
Il deposito cauzionale e tassato?
Il deposito cauzionale in se non e soggetto a imposta di registro perché non e un canone ma una garanzia restituibile. Sono invece gli interessi legali che maturano sul deposito a poter rilevare fiscalmente. L'imposta di registro si calcola sul canone di locazione, non sulla cauzione, che nello strumento viene mostrata separatamente come importo da versare alla firma.
Cosa serve sapere sui tempi di versamento?
La registrazione del contratto va effettuata entro trenta giorni dalla stipula. Per i contratti pluriennali il versamento dell'imposta di registro può seguire due strade. La prima è il pagamento annuale: si versa l'imposta di ogni annualità entro trenta giorni dalla scadenza dell'anno precedente. La seconda è il pagamento in un'unica soluzione all'inizio, per l'intera durata del contratto.

Informazioni sull’autore

Taha Kheirandish

Scritto e verificato da

Taha Kheirandish

Studente di economia e ricercatore indipendente

Taha Kheirandish legge i codici fiscali come altri leggono le mappe: per capire dove un sistema porta davvero, non dove dice di portare.

Studia economia e il suo lavoro qui è comparativo per scelta. Il bonus per il pensionamento posticipato in Québec, l’indennità chilometrica tedesca, il tetto agli aumenti degli affitti nei Paesi Bassi: ognuna è una decisione su come il denaro debba muoversi, e ognuna si legge in modo diverso quando la si mette accanto ad altre otto. Costruisce e verifica questi calcolatori su nove mercati partendo dalle fonti primarie: la norma invece di un riassunto, la circolare del ministero invece della notizia che la cita.

È anche il criterio editoriale del sito. Ogni aliquota, ogni soglia e ogni scaglione porta qui il documento da cui è stata letta e la data in cui ha effetto, e viene ricontrollata quando cambia la legge, non quando qualcuno se ne accorge.

È un ricercatore, non un consulente abilitato, e nulla in questo sito è consulenza finanziaria personalizzata. Sono calcoli fatti con cura e con le fonti in chiaro, perché possiate verificarli e portarli a chi invece può darvi un parere.

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