Cedolare secca sugli affitti Italia
Calcola la cedolare secca sugli affitti nel 2026: aliquota ordinaria 21% o ridotta 10% per il canone concordato. Ottieni imposta e canone netto subito.

A cosa serve
Questo strumento calcola la cedolare secca sugli affitti: l'imposta sostitutiva che il proprietario paga sul canone di locazione, con l'aliquota ordinaria oppure quella ridotta per i contratti a canone concordato.
Fonti dei dati e parametri
I valori seguenti alimentano questo calcolatore. Li manteniamo allineati agli ultimi dati ufficiali e ogni risultato viene ricalcolato automaticamente a ogni variazione.
| Parametro | Valore | Fonte | Ultimo aggiornamento |
|---|---|---|---|
| Aliquota cedolare secca ordinaria | 0,21 | agenziaentrate.gov.it | In vigore dal 2026-01-01Aliquota verificata sulla scheda dell'Agenzia delle Entrate; invariata per il 2026. |
| Aliquota cedolare secca canone concordato | 0,1 | agenziaentrate.gov.it | In vigore dal 2026-01-01Aliquota verificata sulla scheda dell'Agenzia delle Entrate; invariata per il 2026. |
Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.
La formula
Imposta = canone annuo x aliquota · Canone netto = canone annuo - imposta
Come funziona
Inserisci il canone annuo e scegli il tipo di contratto: la tool applica l'aliquota corretta (ordinaria per il libero mercato o ridotta per il canone concordato), calcola l'imposta e mostra il canone che resta netto dopo la tassazione.
Dove si usa
- Stimare l'imposta annua sugli affitti con la cedolare secca
- Confrontare l'aliquota ordinaria con quella ridotta del canone concordato
- Valutare il rendimento netto di un immobile dato in locazione
Esempio pratico
Con un canone annuo di 12.000,00 € e aliquota del …, l'imposta è … e il canone netto scende a ….
Calcolare la cedolare secca con questo strumento
Chi affitta un immobile abitativo si trova davanti a una scelta fiscale importante: tassare il canone con l'IRPEF ordinaria oppure optare per la cedolare secca, un regime sostitutivo con aliquota fissa. Questo strumento serve a rendere immediato il calcolo dell'imposta nel secondo caso. Inserisci il canone annuo, scegli il tipo di contratto e ottieni in un attimo l'imposta dovuta e il canone che ti resta netto in tasca.
L'obiettivo è trasformare una regola tributaria in un numero concreto, utile per decidere. Sapere quanto pesa la cedolare secca su un affitto ti permette di confrontare le alternative, valutare il rendimento reale di un immobile e programmare le entrate con maggiore precisione.
Che cosa è la cedolare secca
La cedolare secca è un'imposta sostitutiva introdotta per semplificare la tassazione dei redditi da locazione degli immobili a uso abitativo. Al posto di far confluire il canone nel reddito complessivo, dove sarebbe tassato con le aliquote IRPEF progressive e le addizionali regionali e comunali, il proprietario paga una sola imposta applicando un'aliquota fissa al canone.
Il vantaggio principale è la prevedibilità. Con la tassazione ordinaria l'affitto può spingere il reddito complessivo verso uno scaglione più alto, aumentando l'imposta su tutti i redditi. Con la cedolare secca, invece, il canone viene tassato a parte con un'aliquota nota in anticipo, e non incide sulle altre voci di reddito.
Le due aliquote: ordinaria e concordata
Il regime prevede due aliquote. L'aliquota ordinaria è del 21 per cento e si applica ai contratti stipulati a libero mercato, dove il canone è liberamente concordato tra le parti. È l'opzione più diffusa e rappresenta la regola generale della cedolare secca.
L'aliquota ridotta è del 10 per cento e riguarda i contratti a canone concordato. Si tratta di contratti stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa sulla base degli accordi territoriali tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini. In cambio di un canone calmierato, più basso rispetto al mercato libero, lo Stato concede un'aliquota molto vantaggiosa. La tool applica automaticamente la percentuale corretta in base al tipo di contratto selezionato.
Come funziona il calcolo
Il calcolo è semplice e diretto. Una volta scelto il tipo di contratto, lo strumento recupera l'aliquota corrispondente e la applica al canone annuo che hai inserito. La base imponibile è l'intero canone lordo, senza le riduzioni forfettarie previste dalla tassazione ordinaria.
La prima operazione moltiplica il canone annuo per l'aliquota e restituisce l'imposta sostitutiva. La seconda sottrae questa imposta dal canone e mostra il canone netto, cioè quanto resta effettivamente al proprietario dopo aver assolto l'obbligo fiscale. Vedere insieme imposta e canone netto aiuta a percepire subito l'impatto reale della tassazione.
Un esempio pratico
Prendiamo un canone annuo di 12.000 euro con un contratto a libero mercato. Selezionando l'opzione ordinaria, la tool applica l'aliquota del 21 per cento e calcola un'imposta di 2.520 euro, lasciando un canone netto di 9.480 euro. Se lo stesso immobile fosse affittato con un contratto a canone concordato, l'aliquota scenderebbe al 10 per cento, l'imposta si ridurrebbe a 1.200 euro e il netto salirebbe a 10.800 euro.
Questo confronto mostra quanto il tipo di contratto incida sul risultato finale. Il canone concordato prevede in genere un affitto più basso, ma l'aliquota ridotta può ribaltare la convenienza. Provare entrambe le opzioni con i canoni realisticamente ottenibili è il modo migliore per capire quale strada conviene nel tuo caso specifico.
I vantaggi oltre l'aliquota
La cedolare secca non riguarda solo l'aliquota sul canone. Optando per questo regime, il proprietario non versa l'imposta di registro e l'imposta di bollo sul contratto e sulle relative proroghe o risoluzioni. È un risparmio ulteriore che si aggiunge alla semplicità di una tassazione a percentuale fissa.
C'è però un contrappeso: per tutta la durata dell'opzione il proprietario rinuncia all'aggiornamento del canone, compreso l'adeguamento ISTAT. In un contesto di inflazione questo aspetto va considerato, perché il canone resta fermo mentre i prezzi salgono. La scelta tra cedolare secca e tassazione ordinaria va quindi valutata guardando all'intero orizzonte del contratto.
A chi è utile lo strumento
- Proprietari di immobili che vogliono stimare l'imposta annua sull'affitto
- Chi sta scegliendo tra libero mercato e canone concordato e vuole confrontare le aliquote
- Investitori immobiliari che calcolano il rendimento netto di una locazione
- Chi prepara la dichiarazione dei redditi e vuole verificare l'importo della cedolare
Cosa tenere a mente
Il calcolo si basa sulle aliquote in vigore nel 2026, il 21 per cento per i contratti ordinari e il 10 per cento per il canone concordato. Queste percentuali sono stabilite dalla normativa e gestite tramite parametri, così da poter essere aggiornate in caso di modifiche di legge senza rifare i conti manualmente.
Ricorda che il risultato è una stima. La convenienza effettiva della cedolare secca dipende dal tuo reddito complessivo, dalle addizionali locali applicabili e dalle caratteristiche del contratto. Prima di esercitare l'opzione o di presentare la dichiarazione, conviene sempre confrontarsi con un commercialista o consultare le indicazioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate.
Cedolare secca o tassazione ordinaria
La scelta tra cedolare secca e regime ordinario non ha una risposta valida per tutti. Con la tassazione ordinaria il canone concorre al reddito complessivo, gode di una riduzione forfettaria ma viene tassato con le aliquote IRPEF progressive e con le addizionali regionali e comunali. Chi ha un reddito complessivo basso e rientra nei primi scaglioni potrebbe trovare l'ordinario competitivo, soprattutto se può contare su detrazioni che abbattono l'imposta.
Al crescere del reddito, invece, l'aliquota marginale IRPEF sale rapidamente e supera con facilità il 21 per cento della cedolare, rendendo il regime sostitutivo più vantaggioso. La cedolare secca offre inoltre il pregio della semplicità e della certezza: un'unica percentuale, nessuna interazione con gli altri redditi e nessuna sorpresa legata alle addizionali locali. Usare questo strumento per stimare l'imposta con la cedolare è il primo passo; il confronto completo con l'ordinario richiede di considerare l'intero quadro dei tuoi redditi.
Adempimenti e durata dell'opzione
L'opzione per la cedolare secca si esercita in genere al momento della registrazione del contratto o nelle annualità successive, e vale per l'intera durata residua salvo revoca. Una volta scelta, va comunicata con le modalità previste e comporta l'obbligo di informare l'inquilino della rinuncia agli aggiornamenti del canone. Il versamento dell'imposta segue le scadenze della dichiarazione dei redditi, con acconto e saldo secondo le regole ordinarie delle imposte sui redditi.
Tenere sotto controllo l'importo dovuto durante l'anno aiuta a pianificare la liquidità e a evitare sorprese in sede di dichiarazione. Ricalcolare la cedolare ogni volta che il canone cambia, per esempio alla stipula di un nuovo contratto, ti permette di avere sempre un quadro aggiornato del rendimento netto del tuo immobile.
Questa è un'informazione generale per pianificare e confrontare e non costituisce consulenza fiscale.
Informazioni su questo strumento: cedolare secca
Cedolare secca: usa questo strumento per ottenere una stima precisa immediata. I valori seguono le regole ufficiali e sono aggiornati per il 2026. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.
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