Indennità di malattia INPS Italia

Calcolo indennità malattia INPS 2026: ottieni giorni di carenza, giorni indennizzati e percentuale sulla retribuzione. Stima gratuita e veloce.

Indennità di malattia INPS Italia
€
Indennita di malattia totale —
Giorni indennizzati —
Quota non coperta dall'INPS —

Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.

A cosa serve

Questa calcolatrice stima l'indennità di malattia a carico dell'INPS, considerando i tre giorni di carenza non indennizzati e le percentuali applicate alla retribuzione giornaliera.

Fonti dei dati e parametri

I valori seguenti alimentano questo calcolatore. Li manteniamo allineati agli ultimi dati ufficiali e ogni risultato viene ricalcolato automaticamente a ogni variazione.

ParametroValoreFonteUltimo aggiornamento
Percentuali indennità di malattia INPS 2026Tabella aliquoteinps.itIn vigore dal 2026-01-01Riscritto in fasce di giorni con la loro percentuale; valori INPS invariati: carenza nei giorni 1-3, 50 % dal 4° al 20° giorno, 66,66 % dal 21° al 180°.

Ci impegniamo sempre a utilizzare i dati più aggiornati per ogni variabile, affinché i nostri risultati e report siano il più accurati possibile. Ciononostante gli errori sono possibili: non affidarti soltanto a questo strumento o al suo report, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla sua base.

La formula

Giorni indennizzati = giorni dal 4° al 20° + giorni dal 21° al 180° · Indennità = retribuzione giornaliera x (50% x giorni dal 4° al 20° + 66,66% x giorni dal 21° al 180°)

Come funziona

Lo strumento esclude i primi tre giorni di carenza, applica il 50 per cento della retribuzione giornaliera dal quarto al ventesimo giorno e il 66,66 per cento dal ventunesimo al centottantesimo.

Dove si usa

  • Stimare l'indennita di malattia a carico dell'INPS
  • Capire l'effetto dei giorni di carenza non pagati
  • Confrontare la retribuzione piena con l'indennita di malattia

Esempio pratico

Con una retribuzione giornaliera di 60,00 € e 15 giorni di malattia, risultano … giorni indennizzati e un'indennita INPS di ….

Indennità malattia INPS: questo strumento fornisce una stima rapida e precisa. Inserisci i tuoi dati qui sopra per vedere subito il risultato.

Indennità di malattia INPS con questo strumento

Quando un lavoratore dipendente si assenta per malattia, la retribuzione non si interrompe del tutto: entra in gioco l'indennità di malattia, in parte a carico dell'INPS e in parte, secondo il contratto, del datore di lavoro. Capire a quanto ammonta la quota INPS non e immediato, perché il calcolo dipende dai giorni di carenza non pagati, dal numero di giorni indennizzabili e dalla percentuale applicata alla retribuzione. Questo strumento traduce quei fattori in una stima chiara.

Inserendo la retribuzione media giornaliera e i giorni di malattia, ottieni il numero di giorni effettivamente indennizzati e l'importo lordo dell'indennità INPS. E un modo semplice per farsi un'idea di quanto spetta durante un periodo di assenza per malattia.

Come funziona la tutela della malattia

La malattia e uno degli eventi che il sistema previdenziale protegge, garantendo al lavoratore un sostegno economico durante l'assenza. Per la generalita dei lavoratori dipendenti assicurati, l'INPS eroga un'indennità commisurata alla retribuzione, mentre il contratto collettivo può prevedere integrazioni a carico del datore di lavoro. Il risultato complessivo dipende quindi dalla combinazione tra tutela pubblica e disciplina contrattuale.

Il meccanismo non copre l'intera retribuzione fin dal primo giorno. Ci sono giorni iniziali non indennizzati dall'INPS e una percentuale che si applica ai giorni successivi. Proprio per questo il netto percepito durante la malattia e in genere inferiore alla retribuzione ordinaria, salvo che il contratto non preveda un'integrazione fino al cento per cento.

I giorni di carenza

Il primo elemento del calcolo sono i giorni di carenza. Si tratta dei primi giorni di ogni evento di malattia per i quali l'INPS non riconosce alcuna indennità. Nella disciplina generale corrispondono ai primi tre giorni. Per questo periodo la copertura, se prevista, dipende dal contratto collettivo, che può porre l'onere a carico del datore di lavoro.

Lo strumento considera i giorni di carenza come non indennizzati dall'INPS. Questo significa che, su un periodo di malattia, i primi giorni vengono sottratti dal conteggio dei giorni pagati dall'ente. E un aspetto spesso trascurato, ma che incide in modo sensibile sul risultato, soprattutto per le malattie di breve durata, dove la carenza pesa proporzionalmente di più.

I giorni indennizzati e la percentuale

Superata la carenza, l'INPS indennizza i giorni successivi in due fasce: dal quarto al ventesimo giorno paga il 50 per cento della retribuzione media giornaliera, dal ventunesimo al centottantesimo il 66,66 per cento. Oltre i 180 giorni nell'anno solare l'indennità non spetta più. Lo strumento conta i giorni che cadono in ciascuna fascia e applica a ognuno la sua percentuale per ottenere l'indennità lorda.

Nell'esempio predefinito, con una retribuzione giornaliera di 60 euro, 15 giorni di malattia danno 12 giorni indennizzati al 50 per cento e un'indennità di 360 euro. Con 25 giorni, ai 17 giorni al 50 per cento se ne aggiungono 5 al 66,66 per cento: 22 giorni indennizzati e 709,98 euro. Le fasce e le percentuali sono gestite come parametri, così da restare aggiornate nel tempo.

Perché l'indennità e inferiore alla retribuzione piena

La differenza tra la retribuzione piena e l'indennità di malattia nasce da due fattori. Il primo sono i giorni di carenza, che l'INPS non paga. Il secondo e la percentuale, che di norma copre solo una parte della retribuzione giornaliera nei giorni indennizzati. La somma di questi due elementi spiega perché, in assenza di integrazioni contrattuali, durante la malattia si percepisce meno rispetto al lavoro ordinario.

Molti contratti collettivi, tuttavia, prevedono integrazioni a carico del datore di lavoro che riducono o annullano questa differenza, portando la retribuzione durante la malattia vicino o pari a quella piena. Lo strumento calcola la sola quota INPS: per una stima completa occorre aggiungere l'eventuale integrazione prevista dal proprio contratto.

Per chi e utile questo strumento

  • Lavoratori dipendenti che vogliono stimare l'indennità INPS durante un periodo di malattia
  • Chi valuta l'impatto economico di un'assenza prolungata sulla propria retribuzione
  • Chi controlla la busta paga e vuole verificare la coerenza dell'indennità indicata
  • Chi confronta la retribuzione piena con quanto spetta effettivamente in malattia

Come ottenere il massimo dallo strumento

Inserisci la retribuzione media giornaliera coerente con il tuo rapporto di lavoro, ricavandola dalla retribuzione utile per il calcolo dell'indennità. Indica poi il numero di giorni di malattia del periodo che vuoi valutare. Lo strumento sottrae la carenza, conta i giorni indennizzati e applica la percentuale, mostrandoti l'importo lordo.

Ricorda che il risultato riguarda la sola quota a carico dell'INPS ed e un valore lordo. Per una valutazione completa aggiungi l'eventuale integrazione del datore di lavoro prevista dal contratto e considera l'imposizione fiscale, perché l'indennità concorre al reddito imponibile. Per stimare il netto puoi affiancare gli strumenti dedicati allo stipendio.

Questa e una informazione generale utile a pianificare e confrontare e non costituisce consulenza fiscale o previdenziale.

Informazioni su questo strumento: indennità malattia INPS

Indennità malattia INPS: usa questo strumento per ottenere una stima precisa immediata. I valori seguono le regole ufficiali e sono aggiornati per il 2026. Modifica i campi in base alla tua situazione oppure sfoglia tutti i nostri calcolatori per pianificare il passo successivo.

Tax year 2026

Frequently asked questions

Come si calcola l'indennità di malattia INPS?
L'indennità di malattia si calcola escludendo i primi tre giorni di carenza, che non sono indennizzati dall'INPS, e applicando alla retribuzione media giornaliera il 50 per cento dal quarto al ventesimo giorno e il 66,66 per cento dal ventunesimo al centottantesimo. Con una retribuzione giornaliera di 60 euro, 15 giorni di malattia danno 12 giorni indennizzati al 50 per cento e un'indennità di 360 euro. Lo strumento esegue automaticamente questi passaggi.
Cosa sono i giorni di carenza?
I giorni di carenza sono i primi giorni di malattia per i quali l'INPS non riconosce alcuna indennità. In genere si tratta dei primi tre giorni di ogni evento di malattia. Per questi giorni la copertura, se prevista, e a carico del datore di lavoro secondo il contratto collettivo applicato. Lo strumento tratta i giorni di carenza come non indennizzati dall'INPS, coerentemente con la disciplina generale.
Chi paga i primi giorni di malattia?
Dipende dal contratto collettivo. Per i giorni di carenza l'INPS non interviene, ma molti CCNL prevedono che il datore di lavoro integri la retribuzione, in tutto o in parte, anche per i primi giorni. Questo strumento calcola la sola quota a carico dell'INPS a partire dalla fine della carenza; l'eventuale integrazione contrattuale del datore di lavoro va considerata separatamente in base al contratto.
A quanto ammonta la percentuale dell'indennità?
Per la generalità dei lavoratori dipendenti l'INPS riconosce il 50 per cento della retribuzione media giornaliera dal quarto al ventesimo giorno e il 66,66 per cento dal ventunesimo al centottantesimo, per un massimo di 180 giorni nell'anno solare. Alcune categorie hanno misure diverse, per esempio l'80 per cento per tutto il periodo per i dipendenti di pubblici esercizi e laboratori di pasticceria, e durante un ricovero l'indennità si riduce a due quinti se il lavoratore non ha familiari a carico. Lo strumento applica le percentuali generali, gestite come parametri aggiornabili.
L'indennità di malattia e lorda o netta?
L'importo calcolato e lordo, cioe soggetto alle ordinarie trattenute fiscali. L'indennità di malattia costituisce reddito e concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF, quindi la cifra effettivamente percepita e inferiore al lordo stimato. Per una valutazione del netto occorre considerare l'aliquota fiscale applicabile al reddito complessivo del lavoratore.
L'indennità spetta anche a chi ha un contratto a termine o part-time?
In linea generale la tutela della malattia si applica ai lavoratori dipendenti assicurati contro il rischio di malattia, anche con contratti a termine o part-time, nel rispetto dei requisiti previsti. Le modalita e la base di calcolo possono variare in funzione del tipo di rapporto e del contratto collettivo. Per il calcolo inserisci la retribuzione media giornaliera coerente con il tuo rapporto di lavoro.
Come si comunica la malattia per avere l'indennità?
Per avere diritto all'indennità il lavoratore deve farsi rilasciare dal medico il certificato di malattia, che viene trasmesso telematicamente all'INPS e al datore di lavoro. E inoltre necessario rispettare le fasce di reperibilita per gli eventuali controlli. Il rispetto di questi adempimenti e la condizione per il riconoscimento dell'indennità; lo strumento serve solo a stimarne l'importo una volta maturato il diritto.

Informazioni sull’autore

Taha Kheirandish

Scritto e verificato da

Taha Kheirandish

Studente di economia e ricercatore indipendente

Taha Kheirandish legge i codici fiscali come altri leggono le mappe: per capire dove un sistema porta davvero, non dove dice di portare.

Studia economia e il suo lavoro qui è comparativo per scelta. Il bonus per il pensionamento posticipato in Québec, l’indennità chilometrica tedesca, il tetto agli aumenti degli affitti nei Paesi Bassi: ognuna è una decisione su come il denaro debba muoversi, e ognuna si legge in modo diverso quando la si mette accanto ad altre otto. Costruisce e verifica questi calcolatori su nove mercati partendo dalle fonti primarie: la norma invece di un riassunto, la circolare del ministero invece della notizia che la cita.

È anche il criterio editoriale del sito. Ogni aliquota, ogni soglia e ogni scaglione porta qui il documento da cui è stata letta e la data in cui ha effetto, e viene ricontrollata quando cambia la legge, non quando qualcuno se ne accorge.

È un ricercatore, non un consulente abilitato, e nulla in questo sito è consulenza finanziaria personalizzata. Sono calcoli fatti con cura e con le fonti in chiaro, perché possiate verificarli e portarli a chi invece può darvi un parere.

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